Raschiare il cheddar e ciarlare delle altrui abitudini sessuali
Uno schermo e una colonna amaranto, un totem moderno, accenti meridionali che viaggiano nell’aria. Sere senza un senso apparente e senza alcuna volontà di scavare oltre l’apparenza scorrono pesanti come un fiume ghiotto di piombo, come il mio stomaco che canta l’inno degli Stati Uniti, colmo di carne 100% italiana. Eppure dopo tanto lento scorrere spariscono come il fumo delle tante sigarette consumate più per noia che per voglia o fisica necessità, come gli stupidi pettegolezzi scambiati perchè altro da scambiarsi non c’è.
Terminano come le semplici battute ultime di una tragicommedia mentale: “Anche questa giornata di merda è finita così”, prima di chiudere inermi il sipario di palpebre.
Suoni perpetui, turni serali, dibattiti politici in differita, tweets perplimenti
La bassa stagione, si sa, nel settore del turismo e dell’aviazione civile può portare a situazioni di forzato relax. O si lavora così tanto da sbattere la testa al muro e piangere convulsamente nei bagni promiscui agli arrivi nazionali, o si lavora così poco da sbattere la testa al muro e piangere convulsamente nei bagni promiscui agli arrivi nazionali. Dopo un lunghissimo periodo di seconda fase, oggi, 8 dicembre, giorno in cui ufficialmente la stagione è una stangona, ho deciso di dedicarmi a qualcosa di meno deleterio di Facebook per la mia psiche - studiare sarebbe stato più consono data l’atterrente incombenza di una stagione ben più minacciosa, quella degli esami universitari -ovvero vomitare in rete ciò che ormai da tempo non vomito più su carta, un sacchetto per la bile al passo con i tempi, un blog.
N.b. Dovevo pubblicare questo primo post ieri sera ma procrastinare è un’attività che purtroppo occupa il 90% del mio tempo e non mi andava di modificare tutto ciò che era in relazione alla data di ieri.